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    <title>Lang-8 : BiBi太郎's Latest Journal Entries</title>
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    <description>BiBi太郎's latest journal entries</description>
    <copyright>Lang-8 Inc.</copyright>
    <pubDate>Wed May 22 09:43:42 UTC 2013</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Ranko 2 (1)</title>
      <description><![CDATA[

Alzammo entrambi la voce per una rarissima casualità. Dopo l'incontro impressionante ci trovammo subito d'accordo e Ranko mi invitò ad uno spettacolo di tango per il mio compleanno. La notte precedente andammo ad un locale di tango di San Telmo "El Viejo Almacén" che era di buona reputazione; offrivano una cena ad un ristorante situato accanto al teatro poi ci portavano a vedere lo show. A San Telmo si trovava la musica di "los porteños", abitanti di Buenos Aires. Il suono sentimentale di bandoneon rendeva ancora di più melancolica e nostalgica la musica del tango e mi faceva pensare alla tristezza degli immigranti erranti dell'epoca. Lo spettacolo terminò dieci minuti prima di mezzanotte. Aspettavamo dieci minuti per fare un brindisi per il mio compleanno. Dopo di ché ci dirigemmo verso un'altro locale "La Cumparsita" che si trovava a due passi dal Viejo Almacén. Ranko baillava il tango mentre ero affascinata dal suono di bandoneon. Così comminciò il lungo giorno del mio compleanno.
<br /><br />Posted at Mon Jun 22 20:46:22 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Mon Jun 22 20:46:22 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Ranko (3)</title>
      <description><![CDATA[

Era qualche giorno prima del mio compleanno del 2004. Conobbi una ragazza giapponese che era venuta a Buenos Aires per studiare il ballo di tango. Un mio ex compagno dell'università mi chiese di contattarla visto che era arrivata da sola al Sudamerica. La chiamai per telefono e decidemmo di incontrarci a metà strada tra la sua casa e la mia, a via Pacheco de Melo. Scelsi un ristorante italiano che si trovava all'incrocio con Callao. Ranko appareva più giovane di quanto fosse e aveva l'aspetto di una persona sensibile. In principio Ranko aveva l'intenzione di andare a New York poi cambiò la destinazione. Infatti il miglior posto per imparare il tango dovrebbe essere a Buenos Aires. Mi diceva che dopo aver terminato l'università lavorava per una società però voleva pensare un'altra volta che cosa vorebbe fare realmente con la sua vita approfittando la lunga vacanza a Buenos Aires. Ciò che voleva fare lo sapeva abbastanza chiaro però non era sicura se sarebbe riuscita a lasciare tutto il resto per quello. La sua titubanza la fece venire a questa città per trovare la risposta definitiva. Ranko voleva restare sei mesi a Buenos Aires e mi disse che per ritornare in Giappone sarebbe passata dall'Italia.<br />"A Milano ho un unico amico che è un fotografo."<br />"Un fotografo?"<br />"Si chiama Niki."<br />"D'avvero?"
<br /><br />Posted at Mon Jun 22 15:20:11 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Mon Jun 22 15:20:11 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : L'anno 2004 (0)</title>
      <description><![CDATA[

L'anno 2004 era il settecentesimo anniversario della nascita di Petrarca. In verità conoscevo il sonetto di Petrarca n.104 solo attraverso la musica di Liszt e non avevo mai cercato di analizzare la poesia originale. Andai alla biblioteca dell'Istituto Italiano della Cultura e presi il libro di Petrarca in prestito. La poesia era piena di sofferenza d'un amore impossibile. Il suo spirito perse il luogo dove vivere. Liszt lo raccolse e lanciò al più alto e lontano possibile nel cielo notturno. Chissà se il poeta avrebbe nascosto il vero significato del suo sentimento dietro ogni parola di disperazione di modo che il suo fuoco della passione non si spegnesse mai. Sicuramente Liszt lo percepì e lo trasformò in un'opera impeccabile.
<br /><br />Posted at Mon Jun 22 10:06:48 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Mon Jun 22 10:06:48 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Si realizò (0)</title>
      <description><![CDATA[

Si realizò un'altra volta un'accordatura dentro di me e nello stesso tempo mi ricordavo della pietra di rodocrosite che avevo sognato. La pietra si estrae nella provincia di Catamarca, a nord-ovest di Argentina, della quale il paesaggio pareva notevolemente a quello del deserto dove apparevano sempre la luna e la donna. Chissà Soledad che era nascosta finora da qualche parte, iniziò a muoversi di nuovo attraverso il contatto con un nuovo suono.
<br /><br />Posted at Sun Jun 21 22:08:17 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sun Jun 21 22:08:17 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Camminando per la Piazza di Recoleta (1)</title>
      <description><![CDATA[

Camminando per la Piazza di Recoleta con Nora mi ricordai dei vari episodi successi in Italia dei quali ormai quasi mi ero dimenticati. Una nuova musica mi fece da intermediario per far ritornare alla memoria i bei ricordi che erano rimasti lontani da chissà quando. Mentre ascoltavo il suono della chitarra si ricostruì la stessa scena come quando ascoltai il sonetto di Petrarca di Liszt. Non riuscivo a capire perché dovessero apparire ripetutamente quella luna e donna del deserto come se mi stessero rimproverando per qualcosa. Chissà perché qualcuno dovesse trasmettermi qualcosa di importante?
<br /><br />Posted at Sun Jun 21 17:29:34 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sun Jun 21 17:29:34 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : All'inizio di settembre (2)</title>
      <description><![CDATA[

All'inizio di settembre cominciava a sentire già l'aria primaverile. Dovunque stessi in quel periodo sentivo lievemente la fragranza della germogliazione. Benché intenso l'aroma della vegetazione fresca a Buenos Aires non riusciva a svegliar i miei avvenimenti del passato. Il mio cuore era calmo come un laghetto in un bosco silenzioso. <br />Una mattina ricevetti una chiamata da Nora, un'amica argentina che mi invitò ad un concerto di jazz al Centro Culturale di Recoleta. Ci demmo un appuntamento all'ingresso della sala concerto. Quando ci arrivammo non c'era ancora nessuno e ci accomodammo dove ci piaceva. Si vedevano solamente alcuni musicisti sul palcoscenico che facevano la prova. A certo momento un chitarrista che stava saggiando venne a sedersi accanto a me. <br />"E' un gruppo argentino?", gli chiesi.<br />"No, è un gruppo italiano di Sardegna. Faremo una musica particolare; contaminazione tra folklore e jazz."<br />Cominciò ad arrivare la gente e riempì la sala. Il chitarrista scese dalle scale latelari per preparare la sua esecuzione. Partecipò come artista invitato argentino nella seconda parte. Il suono della sua chitarra era puro e brillava come se fossero le stelle che cadono una per una dal cielo notturno. Senza rendermi conto seguivo solo il suono della chitarra. Il musicista era unito completamente con il suo strumento. In quel momento qualcosa cominciò a muoversi dentro di me facendo un rumore pesante e sordo simile a quello iniziale della locomotiva e mi fece ricordare quella notte della neve di Recanati di dicembre del 2001. Mi sembrava che quel treno che vidi nel cielo stellato fosse ritornato di nuovo da me. Non avevo la minima idea di dove mi avrebbe portato però non potevo perderlo. Pensai che non esistesse più una seconda volta.
<br /><br />Posted at Sat Jun 20 22:13:51 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sat Jun 20 22:13:51 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : San Telmo (1)</title>
      <description><![CDATA[

Andavo spesso con Dorita al mercato d'antiquariato di San Telmo. Ogni domenica mattina aprono un grande mercato. Mi sembrava che tutti gli oggetti messi sulle bancarelle stessero nascondendo il loro aneddoto. Pensai che non avrebbero mai voluto a raccontarlo finchè non fossero stati consegnati nelle mani di qualcuno di fiducia. Ci divertimmo ad inventare le storie guardando quegli oggetti d'antiquariato. Ciò che interessava a Dorita erano i gioielli e mi diceva che le pietre tenevano un certo potere. Non so se era vero o no ciò che mi raccontò Dorita, ma allora mi ricordai di un sogno che provai a Sirolo nel dicembre 2002. Apparve una donna con i capelli a coda d cavallo con un ciondolo di una  pietra ovale di color rosa. Dopo due o tre giorni incontrai Angela, una mia amica, che aveva un anello con la stessa pietra di cui avevo sognato. Le chiesi a proposito della pietra. Era la pietra che si chiamava rodocrocita che si estrae al nord d'Argentina. Angela l'aveva ricevuto come regalo che era prima un ciondolo però siccome non le piaceva la fece montare su un anello. Qella pietra aveva un aneddoto: Quando stava rischiando di chiudersi un dito nella porta dell'auto, grazie a quell'anello, se ne era salvata. Di conseguenza, la pietra si ruppe e fece rimontare un'altra simile a quell'anello. Dopo due anni quando incontrai di nuovo Angela, mi raccontò che era successa un'altra volta una vicenda simile. Il nuovo anello con la nuova pietra era caduta per terra da sola da una mensola senza che nessuno l'avesse toccato e la pietra si ruppe di nuovo. Allora Angela mi diede la pietra originale che era rodocrocita, chiedendomi di comprarne un'identica a Buenos Aires. Era curioso perché quando sognai della pietra, non sapevo ancora se sarei dovuta andare in Argentina. La rodocrocita che mise nella mia mano aveva un aspetto triste. Cominciammo a cercare con Dorita una rodocrocita della stessa forma e grandezza della quella di Angela. A Via Libertad c'era un negozio che ne aveva per caso tre pezzi della misura che cervcavo. Erano dei pezzi tagliati dalla parte nuclea che si chiamava Ortiz e tutti i tre erano di bellissimo colore. In realtà quella di Angela era formata da due pietre della stessa forma cabochon incollate una con l'altra da parte piana. Sciolsi una più traslucida di colore rosa intensa.
<br /><br />Posted at Sat Jun 06 01:04:11 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sat Jun 06 01:04:11 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : 'O sole mio (6)</title>
      <description><![CDATA[

Domani parto per l'Italia per il matorimonio di una mia amica giapponese che si sposerà in Toscana. Visto che siamo in Italia vorrei cantare, se mi concedono, una canzone tipica italiana. Ho scelto '' 'O sole mio'' in napoletano stretto!! Perché è conosciuta e facile da cantare, tranne la pronuncia.... Se qualcuno mi possa aiutare a scrivere come sono pronunciate le parole e tradurla in italiano? Le parole sottocitate sono quelle di Pavarotti... Caruso canta diversamente, mi pare...<br /><br />Che bella cosa na jurnat 'e sole<br />n'aria serena doppo na tempesta<br />pe ll'aria fresca pare già na festa<br />che bella cosa na jurnat 'e sole.<br />Ma n'atu sole cchiu' bello, oi ne'<br />'o sole mio sta nfronte a te<br />'o sole, o sole mio<br />sta nfronte a te<br />sta nfronte a te.<br />Quanno fa notte e o'sole se ne scenne<br />me vene quase 'na malincunia<br />sotto a fenesta toia restarria<br />quanno fa notte e o'sole se ne scenne.<br />Ma n'atu sole cchiu' bello, oi ne'<br />'o sole mio sta nfronte a te<br />'o sole, o sole mio<br />sta nfronte a te<br />sta nfronte a te. <br /><br />http://www.youtube.com/watch?v=Y2eWglxp6g0
<br /><br />Posted at Fri Jun 05 14:21:43 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Fri Jun 05 14:21:43 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Caruso (1)</title>
      <description><![CDATA[

La canzone che a me piace di più è "Caruso".<br /><br />Il cantante italiano che mi piace di più è Dalla.<br /><br />http://www.youtube.com/watch?v=r461Aa5ZDCM&feature=related
<br /><br />Posted at Fri Jun 05 00:28:42 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Fri Jun 05 00:28:42 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Il pianoforte 2 (3)</title>
      <description><![CDATA[

Juri ci faceva sentire i suoni a uno a uno facendo attenzione ai minimi movimenti più fini. Espandere dettagliatamente il mondo dello spartito ad un'altra dimensione è un compito che richiede un movimento naturale. La sua coscienza come se fosse un corrente fluiva dalle spalle alle braccia poi alla punta delle sue dita e la tastiera la trasmetteva alle corde attraverso il meccanismo dinamico e lì faceva timbrare l'aria. Nello stesso tempo le vibrazioni ritornavano in direzione controcorrente dalla punta delle sue dita alle braccia per far uscire i suoni successivi dal corpo di Juri. Così continuava come se fosse un cerchio la trasformazione dell'interpretazione. A quel punto non sapevo chi era quello che stava suonando la musica, se era Juri o il pianoforte. Il suono che entrava dal mio udito era la comprovazione dell'armonia dei suoi movimenti. Mi sembrava che Juri stesse meditando nel suo sogno.<br />Decisi di comprare questo pianoforte antico che era provenuto da Vienna. Chissà se potesse trasmettermi per sino i suoi ricordi e far fluire come il suono nell'aria di questa realità? Questo strumento mi sarebbe potuto servire come un punto di transito per convertire tutte le esperienze ancora illusorie d'Italia in qualcosa di più concreto.
<br /><br />Posted at Wed Jun 03 22:13:11 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Wed Jun 03 22:13:11 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Il pianoforte (0)</title>
      <description><![CDATA[

Avevo già da tanto tempo il desiderio di comprarmi un pianoforte e chiesi consiglio a Dorita che conosceva bene il mercato locale. Mi presentò un negozio che trattava anche dei pianoforti usati. Ci dirigemmo al negozio dove ci avrebbe aspettato il mio maestro argentino Juri, per darmi un suggerimento in proposito. Juri iniziò a suonare i vari pianoforti per farmi sentire i differenti suoni. Mi suggerì alcuni pianoforti tedeschi verticali però quando vidi uno a coda nel hall del primo piano non potevo più allontanarmi di lì. Davanti ad uno Steinway imponente c'era uno antico ma delicato e femminile in mogano fatto in Vienna. Non c'erano graffi sulla tastiera d'avorio ed il timbro sonoro non si lasciava sentire assolutamente il passare del tempo. Si poteva capire che il padrone di quel pianoforte ne aveva curato bene. Juri mi disse:<br />"Suonare i brani di Schubert o Chopin con questo pianoforte sarebbe il massimo!"<br />Sfiorando soavemente la tastiera con le dita continuò:<br />"Quando sto suonando il pianoforte, mi confondo qualche volta la fantasia con la realtà.."
<br /><br />Posted at Wed Jun 03 14:16:20 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Wed Jun 03 14:16:20 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : La vera estate (4)</title>
      <description><![CDATA[

La vera estate inizia nel mese di febbraio a Buenos Aires. L'indice dell'umidità è molto alto e la temperatura qualche volta potrebbe arrivare fino quasi quaranta gradi. La forza dei raggi del sole che penetravano dall'ozonosfera mi evocava lo splendore del Mediterraneo che si sentiva nel libro di Camus, "L'étranger". Mi sembrava che il sole rovente del Sud America avrebbe potuto correggere e rimettere apposto qualsiasi problema oppure cancellare tutto completamente. Pareva che le persone stessero vivendo in quell'abbagliamento senza poter aprire bene gli occhi. Non si rendevano conto neanche che le silhouette formate dal sole fossero così vaghe. Chissà se anche Soledad avesse messo i piedi in questo mondo di L'étranger? Avrei potuto chiamarlo un fine disastroso incitato da una specie di stato di saturazione. Ormai da tanto tempo messi nel dimenticatoio la parola come "superare" e persi anche la forza di volontà per cercare delle cose al di là di portata di mano. Il mio cuore manteneva la calma però la sensazione d'incompatibilità con la realtà esisteva e cercava di rimanere per sempre in fondo al cuore come se fosse l'ultimo bagliore dopo il tramonto. Non era la sensazione nichilista che conduceva a una depressione, né un conflitto distinto. Era come se stessi fondendo il mio spirito nel dolce alcol in una coppa di argento nel mezzo della siesta apatica, guardando i petali di rosa che flottavano là dentro. Un giorno quella coppa si sarebbe svuotata da un étranger. Pensai che sarebbe opportuno aspettare che il tempo passasse filtrando piano piano la luce del sole per incontrare qualcosa di più preciso e corretto.
<br /><br />Posted at Tue Jun 02 04:08:25 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Tue Jun 02 04:08:25 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Le cascate d'Iguazu (5)</title>
      <description><![CDATA[

Dopo aver sistemato le cose del trasloco con più tranquillità andai a casa di una mia amica spagnola. Dorita viveva in Argentina già da qualche anno. Le raccontai del sogno strano che feci prima di arrivare in Argentina. Dorita mi disse di non mancare l'occasione di visitare le cascate d'Iguazu in provincia di Missiones che confinano con due altri paesi; il Brasile ed il Paraguay. In quel momento mi ricordai di una fotografia che avevo ricevuta quando avevo ero piccola da una mia amica brasiliana. Era una foto di quelle cascate di cui Dorita mi parlava. Il Sud America era veramente lontano dal Giappone e non sapevo molto su questo paese però mi dava l'impressione che la sua terra così immensa mi avrebbe dato l'opportunità di costruirmi una nuova visione. Chissà tarderebbe cinquanta o cent'anni, oppure anocora di più, chi lo sa, però questa terra potrebbe riuscire ad avvolgere e digerire completamente la realità che esiste fino a questo momento. Era solo una speranza ambigua.
<br /><br />Posted at Mon Jun 01 15:25:08 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Mon Jun 01 15:25:08 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Retiro (0)</title>
      <description><![CDATA[

La parte più enigmatica di questa città si estendeva al di là della stazione di Retiro. Non sarei mai riuscita a capire ciò che stava succedendo in quella zona però avrei potuto solo immaginare che lì stessero conducendo una vita impossibile da pronosticare. I quartieri degli indigenti, "Villa Miseria", si vedeva benissimo dall'autostrada che passava accanto alla stazione. Dietro quelle baracche torreggiavano a lontano una serie di edifici con il vetro cristallizzato all'esterno scintillando contro la luce del sole. Era un contrasto irrazionale. Le numerose persone vivevano giorno per giorno tollerando questa realtà. I bambini si precipitavano al centro dall'altro lato di Retiro e guadagnavano qualche moneta facendo acrobazia; apparivano velocemente di fronte alle macchine che aspettano il semaforo, facevano uno o due intrattenimenti e si avvicinavano alla finestrina dell'auto per ottenere i soldini. Durante il giorno potrebbe essere un mal minore, però si vedevano le silhouette dei bambini anche alla notte fonda seduti sul marciapiede aspettando i genitori che finissero di raccogliere le cartacce riciclabili. La loro giornata lunga si concludeva alle alte ore di notte spingendo il rimorchio pesante.
<br /><br />Posted at Mon Jun 01 12:59:13 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Mon Jun 01 12:59:13 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Buenos Aires (0)</title>
      <description><![CDATA[

Dall'aeroporto di Ezeiza di Buenos Aires presi un tassì. Era la mattina presto forse per questo non faceva ancora molto caldo però a Buenos Aires il mese di dicembre è l'inizio dell'estate. Si sentiva nell'aria il calore dei paesi del sud. Mi ricordai la sensazione che avevo sperimentato quando scesi dall'aereo in un'isola tropicale dopo avermi staccatto dall'inverno giapponese. L'autista mi disse che la temperatura potrebbbe essere più alta a mezzogiorno. Il mio appartamento si trovava al centro della città. Appena dopo il mio arrivo una mia conoscente venne ad aiutarmi a sistemare la casa e mi portò con la macchina a girare per Buenos Aires. Tutto sommato mi sembrava una città europea però bastava prestare un attimo d'attenzione per discernere la differenza.
<br /><br />Posted at Sun May 31 20:14:57 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sun May 31 20:14:57 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Mission (0)</title>
      <description><![CDATA[

Il 13 ottobre, due settimane prima della conferenza di Assisi, piuttosto che un sogno potrei dire che era una serie di immagini istantanee e molto nitide, quando mi svegliai mi sentii terribilmente eccitata. Lo scenario era in cima di una montagna rocciosa molto alta. Un frate con vestito malridotto stava sdraiato su una roccia in posizione supina ed accanto a lui c'era un uomo con un martello, una cesoia e chiodi in mano. Quel uomo inchiodò alle ginocchia poi un altro alla fronte del frate. Dopo subito apparve un altro uomo e gli tagliò le orecchie. A quel momento da giù del precipizio si sentiva la grida di gioia di una massa come se fosse un trionfo ed un uomo sventolò il grande manto di color rosso vivo e verde sulle spalle. Era un sogno talmente atroce e spietato che mi rimase irremovibilmente in mente. Niki mi disse che quel sogno gli fece ricordare un film "Mission"(*) ambientato nella provincia di Missiones a nordest dell'Argentina, si basava su un fatto reale quando i gesuiti realizzavano le loro attività religiose nel Sud America.
<br /><br />Posted at Sun May 31 13:35:24 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Sun May 31 13:35:24 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Myoe 3 (2)</title>
      <description><![CDATA[

La mattina presto del mio compleanno, presi la macchina e mi diressi verso Perugia. La passeggiata attraversando i vari parchi naturali era veramente piacevole con il bel tempo. Andai a cercare alla stazione di Perugia le mie amiche che venivano da Milano e raggiunsi alla congregazione di mia zia dove avremmo pranzato prima di partire per Assisi. La conferenza cominciava nel pomeriggio tardi e uscimmo dall'istituto con comodo. Lasciai la macchina nel parcheggio più vicino alla Basilica e salimmo le scale. La vista panoramica dall'alto era stupenda. Entrammo in un'aula situata dietro la Basilica che era prevista per la conferenza. Si vedevano alcuni amici di Milano tra i quali c'era anche Niki. La conferenza era tradotta simultaneamente in italiano per i partecipanti locali: Myoe nacque nel 1173 e cominciò ad annotare i sogni da quando aveva 19 anni fino a 59 anni, un anno prima della sua morte. Fu conosciuto per la sua purezza interiore e le sue esperienze religiose approfondite. Durante il periodo del grande cambiamento sia culturale che politica era riconosciuto come un celebre monaco buddista. I sogni di Myoe occupavano la parte importante della sua vita; li analizzava ed applicava alla sua realtà per vivere proprio seguendo i messaggi dei suoi sogni.
<br /><br />Posted at Sun May 31 01:19:42 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sun May 31 01:19:42 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Myoe 2 (1)</title>
      <description><![CDATA[

Chiamai mia zia e chiesi se volessimo partecipare insieme a quell'evento. Ne era molto contenta e decidemmo di invitare altre due mie amiche. Era molto curioso tutto quanto. Avrei potuto festeggiare il mio compleanno ad Assisi con gli amici del centro yoga dove frequentavo ogni tanto quando andai a Milano, inoltre la conferenza si trattava del sogno premonitorio. Mi informarono che il giorno precedente dell'evento quel psicologo, che era a quell'epoca il direttore dell'Agenzia per gli Affari Culturali, avrebbe avuto un colloquio(*) nella Basilica con l'ex rettore della nostra università che era un vescovo italiano, e che la danza giapponese sarebbe stata accompagnata da una cantante lirica che era la mia amica di Milano. <br /><br />(*)http://www.aritearu.com/Influence/Francis/PhotoAssisi/SeichiAssisi.html
<br /><br />Posted at Sat May 30 17:21:47 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sat May 30 17:21:47 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Myoe (0)</title>
      <description><![CDATA[

Qualche giorno dopo che tornassi da Perugia ricevetti un pacco contenente di un libro che si chiamava "Yumenoki (Annotazioni dei sogni)" di Myoe(*), un monaco buddista. Si trattava di una letteratura giapponese molto antica. Avevo chiesto a mia amica di mandarmelo tempo fa. Quando cominciai a leggerlo, mi chiamò Niki per telefono e mi disse:<br />"In ottobre il centro yoga di Milano organizzerà una conferenza a carico di uno psicologo junghiano ad Assisi. Il tema sarà "Annotazioni dei sogni di Myoe e San Francesco." Verrà un gruppo di danza giapponese e faranno anche uno spettacolo nella Basilica di San Francesco." <br />La prima volta quando visitai Assisi non potetti arrivare fino alla Basilica per il temporale. Chi poteva pensare che avrei potuto visitarla in un'occasione così interessante. La cosa più bella era che quella conferenza si sarebbe svolta al giorno di mio compleanno. <br /><br />(*) http://en.wikipedia.org/wiki/My%C5%8De
<br /><br />Posted at Sat May 30 13:36:12 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Sat May 30 13:36:12 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Perugia 2 (0)</title>
      <description><![CDATA[

Mia zia mi fece visitare l'interno del convento spiegandomi minuziosamente come era amministrata la scuola. Le installazioni sembravano antiche rispetto alle altre scuole per quanto ne sapessi però tutte le cose erano in ordine. Si poteva sentire ovunque lo spirito di servizio delle suore che esisteva al di là del semplice senso del dovere. Mia zia stava all'ufficio ricevimento situato all'ingresso della scuola. La loro sorrisa di generosità era il frutto della vita austèra che aveva le radici estesi in profondità come quel cedro libanese. Mantenendosi sempre lo stesso atteggiamento mia zia dava tutta la sua energia di volontà fuori. Il modus vivendi delle suore mi faceva tenere presente, in modo naturale, che i valori dell'esistenza consistessero nella parte sublime di ogn'uno.  Il nostro spirito s'infetta con delle impurità della società e con mancanza della difesa, piano piano si decompone. La notte nel convento mi fece pensare al significato della dignità umana.
<br /><br />Posted at Fri May 29 03:01:05 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Fri May 29 03:01:05 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Perugia (3)</title>
      <description><![CDATA[

Presi la strada statale E45. Sarei dovuta scendere all'uscita San Faustino però non vidi l'indicazione. Giravo tante volte in periferia di Perugia per cercare l'uscita giusta. Ero completamente disorientata e chiamai mia zia per telefono e le dissi:<br />"L'uscita San Faustino non esiste."<br />Per conseguenza venne a cercarmi a metà strada. La congregazione di mia zia si trovava nel centro di Perugia e amministrava una scuola materna e primaria. Lì vivevano una ventina di suore di età avanzata. L'edificio fu costruito nel 1915 e la sua fondatrice era una francese. Mi disse mia zia che l'attività iniziale fu occuparsi degli orfani della prima <br />guerra mondiale. Nel patio interno del convento c'era un grande cedro libanese di alcuni centinaia di anni; dissero che l'esistenza di questo albero aveva impedito di passare la E45 da questo luogo. Non mi chiarirono però mi pareva che fosse un albero importante. La vita delle suore era austera, ridotta fino al minimo indispensabile; non esisteva da nessuna parte l'abondanza materiale ni decorazioni superflue. Ogni volta che scambiavo due parole con loro mi rendevo conto del loro richezza spirituale e sentivo di liberarmi dalle cose che stavano davanti ai miei occhi.
<br /><br />Posted at Thu May 28 18:08:52 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Thu May 28 18:08:52 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Assisi (0)</title>
      <description><![CDATA[

Pensai a visitare Assisi quell'estate. Non conoscevo ancora questa città. Decisi di peregrinare fino lì passando una notte nella congregazione religiosa dove stava mia zia e che era situata due passi da Assisi. Quando arrivai a Santa Maria degli Angeli cominciavano già gli imbottigliamenti del traffico. Assisi si era convertita al simbolo della pace dove si riunivano tante persone del mondo. Lasciai la macchina in un parcheggio e salii a piedi le scale fino alla cima. Attraversando la città stesa sulla collina guardai delle varie botteghe dove erano esposti gli oggetti d'arte e artigianali. Si trovava ovunque il ricordo dell'amore di San Francisco e mi dava l'impressione che le espressioni del volto della gente erano rilucenti. Continuai a camminare fino alla chiesa di Santa Chiara ed improvvisamente le nuvole negre che coprivano il cielo sopra la Basilica emisero un lampo e rintronò. Ormai era impossibile sfuggire dal temporale. Rinunciai a visitare la Basilica e corsi fino al parcheggio. Appena entrata in macchina cominciarono le raffiche del vento e la pioggia. Uscii da Assisi e mi diressi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Entrai dentro e mi riposavo su una panchina che avevo trovato in un corridoio accanto al rosaio. Lì c'era un piccione bianco ferito che mi dava l'impressione che fosse appena sceso dalla mano di San Francisco. Chiesi al chiosco "I Fioretti di San Francesco" per portare a zia <br />che mi aspettava a Perugia.
<br /><br />Posted at Thu May 28 13:20:50 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Thu May 28 13:20:50 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Ravello 2 (0)</title>
      <description><![CDATA[

Il panorama da Ravello era uno spazio motlo unificato e che era difficile indovinare se il cielo fosse veramente al di sopra del mare oppure il contrario. Entrando in questo scenario da solo un attimo mi sentivo di essere qualcosa di insignificante su questa terra. Sicuramente essendo in questo posto così lontano dalla realtà uno potrebbe contemplare solo le cose essenziali. Pensavo alla musica di Wagner. Chissà se l'amore eterno che cercava Isolde stesse dormendo da qualche parte laggiù sotto il mare. L'armonia creata dal cielo stellato e la sua musica potrebbe discendere precipitando nel mare per accendere il fuoco di Isolde. Essendo abbracciata nel petto grande della natrua mi sembrava che tutta la storia umana fosse una ìnfima goccia di acqua. Però volevo elogiare questa goccia d'acqua che era troppo bella.
<br /><br />Posted at Thu May 28 03:04:20 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Thu May 28 03:04:20 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Ravello (2)</title>
      <description><![CDATA[

Il giorno successivo vennero gli amici a chiedermi se vorremmo fare una passeggiata con auto fino alla costa amalfitana. Pozzuoli si tovava giustamente sulla strada per Amalfi. Partimmo la mattina presto per la solfatara. Avvicinandosi alla città cominciò a sentirsi odore di zolfo però si fondeva piano piano con l'aria del mare. Entrammo nell'area di solfatara e camminammo vicino alla cratera dove sgorgava l'aria caldissima. Dopo aver raccolto delle pietre scottante, uscimmo dal vulcano attivo. Continuammo con l'auto lungo il golfo di Napoli e guardando da lontano Capri entrammo alla costa amalfitana. Ci fermammo un'attimo ad Amalfi poi salimmo fino a Ravello. Mi dissero che era una città dove Wagner e tanti altri scrittori residevano per svolgere loro creatività.
<br /><br />Posted at Wed May 27 17:41:06 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Wed May 27 17:41:06 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Pozzuoli (0)</title>
      <description><![CDATA[

Mano mano che si avvicinava l'estate e grazie all'aumento di temperatura e all'abbondante pioggia i castagni stavano già carichi di frutti di color giallo verde nel mese di luglio. In quel periodo incontrai una persona a casa di Angelo. Era un curatore. Dicevano che aveva sanato tante persone dalle malattie gravi. A proposito le mie esperienze strane mi disse che non mi sarebbe successo qualcosa del genere se avessi continuato a viviere in Giappone e mi raccomandò di andare a cercare una pietra alla solfatara di Pozzuoli. Mi disse che potrebbe servire per la meditazione. Non sapevo niente di questo posto però sognai la notte precedente di un luogo che poteva esserlo. "L'acqua bolleva in una secca e la riva del mare era coperta dalla lava vulcanica." Senza dubbio mi venne voglia di andare a quel posto di cui avevo sognato.
<br /><br />Posted at Wed May 27 03:33:34 UTC 2009<br />]]></description>
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<pubDate>Wed May 27 03:33:34 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : il Corriere della Sera (1)</title>
      <description><![CDATA[

Durante la settimana di Pasqua il Corriere della Sera aveva previsto un'intervista ad Angelo alla quale ero presente anch'io. Mentre parlavano mi venne in mente da solo una parola, "Caravaggio", però non la pronunciai. Una volta terminata la riunione decidemmo di visitare la casa natale di Angelo. Subito dopo attraversammo la porta d'entrata, Angelo si dirisse correndo come un raggio al fondo della casa e ritornò con un quadro in mano dicendo che potrebbe essere di Caravaggio oppure di uno dei suoi alunni: quello che ci fece vedere fu l'immagine di San Francesco. Secondo il giornalista il suo articolo avrebbe tardato qualche giorno per essere pubblicato però ero sicura che sarebbe uscito il giorno di Pasqua sul quotidiano.
<br /><br />Posted at Wed May 27 00:19:54 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Wed May 27 00:19:54 UTC 2009</pubDate>
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    <title>BiBi太郎 : Casa di Angelo (5)</title>
      <description><![CDATA[

A volte andavo a trovare Angelo a casa sua che si trovava in un bosco di castagni di quella zona. Lì si poteva sentire sempre il rumore di acqua che sorgeva dalle varie fontane situate nel giardino e il fruscio delle foglie mosse dal vento. Quel suono mi serviva come una dose di frescura per un pomeriggio noioso e pesante. Angelo mi disse che non aveva bisogno di musica quando stava in quella casa e ascoltava solo i canti naturali. Le cravatte per i bambini erano destinate per ricavare i fondi per i piccoli ammalati di Senegal e cominciò ad appoggiare la ricerca per la cura della talasemia. Riposandosi nel bosco di castagni Angelo disse che forse lì vivevano le fate.<br />"Ricevo molta energia da questa terra. Sempre tengo presente che sono protetto dalla natura. Per questo penso che dovrei condividere con delle più persone possibile quello che mi è concesso."
<br /><br />Posted at Tue May 26 14:55:07 UTC 2009<br />]]></description>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Tue May 26 14:55:07 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : A Pasqua (2)</title>
      <description><![CDATA[

A Pasqua andai in montagna situata tra Roma e Napoli. La montagna di 800m era tutta coperta dai boschi di castagni. Si poteva vedere benissimo dall'alto che era stata un vulcano attivo ed è attualmene una zona di sorgente d'acqua minerale. In cima si trovava un convento francescano che fu costruito nel 14° secolo: nella galleria del patio interno erano rimasti vecchi affreschi. Dietro l'edificio, c'era una grotta dove era stata trovata una statuetta di Madonna avvolta da un serpente. Mi piaceva camminare fino al convento passando i sentieri nei boschi. Quando arrivai in cima qualche volta incontrai i fratelli francescani che praticavano una vita umile in silenzio.
<br /><br />Posted at Tue May 26 13:27:20 UTC 2009<br />]]></description>
<link>http://www.lang-8.com/41191/journals/157163</link>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Tue May 26 13:27:20 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : Tibet esoterico (0)</title>
      <description><![CDATA[

Con l'editore e Niki andai a Milano per raccogliere informazioni sull'attività di moda che svolgeva Angelo. Dopo quattro ore di lavoro per finire in bellezza andammo a mangiare insieme al risotrante "Zen" di fronte a casa di Angelo dove l'editore cominciò a raccontarci della sua esperienza insolita. Infatti poco prima di incontrarlo avevo sognato una cosa strana e credevo che si trattasse proprio della sua storia. "Apro un libro grosso e vecchio coperto di polvere, trovo un disco volante nella pagina accompagnato da una parola giapponese - Tibet esoterico - ."
<br /><br />Posted at Mon May 25 22:41:54 UTC 2009<br />]]></description>
<link>http://www.lang-8.com/41191/journals/156747</link>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Mon May 25 22:41:54 UTC 2009</pubDate>
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    <item>
    <title>BiBi太郎 : In quel periodo (0)</title>
      <description><![CDATA[

In quel periodo aiutavo l'editore di una rivista giapponese di moda a raccogliere informazioni e fare gli intervisti ai negozi di scarpe nelle Marche. Niki venne da Milano d'aiuto come fotografo. Andammo a visitare uno delle fabbricanti e lì mentre parlavamo uscì fuori un nome di un personaggio di fama di quel campo e decidimmo di fargli una visita imprevista al suo laboratorio. Era piuttosto una bottega dove si trovava questa persona. Mentre ci lavoravamo apparve una ragazza alla porta d'entrata. Non aspettavamo di incontrare una persona giapponese in un posto del genere mentre preparavamo il materiale dell'articolo. Ci diceva che era venuta per ordinare un paio di scarpe fatte a mano. <br />Qualche giorno dopo questa ragazza mi chiamò per telefono e ci incontrammo in piazza di Sirolo e mi raccontò che era stata in Shanghai tempo fa per lavoro e lì aveva incontrato una persona che mi conosceva per caso. Si trattava di una mia amica di Tokyo con la quale avevo perso il contatto da tanto tempo. Così ci ritrovammo di nuovo e cominciammo a scriverci. Questa mia amica mi raccontò:<br />"Avevo perso diversi anni fa la pietra di quell'annello che abbiamo comprato insieme. Poi l'ho sostituito con una nuova e mi è arrivato solo ieri il nuovo annello ma proprio quando ho ricevuto la tua posta elettronica!" Fu una bellissima coincidenza e mi fece tanto piacere di sapere che stesse bene in Shanghai. I miei vecchi contatti si ritrovavano piano piano da soli senza che andassi a cercarli e mi fece piacere di mettermi in contatto di nuovo con degli amici dispersi nel mondo.
<br /><br />Posted at Mon May 25 12:20:53 UTC 2009<br />]]></description>
<link>http://www.lang-8.com/41191/journals/156335</link>
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<dc:creator>BiBi太郎</dc:creator>
<pubDate>Mon May 25 12:20:53 UTC 2009</pubDate>
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