Bahhh
Non posso credere a che punto sono cattivo a sviluppare l’abitudine di scrivere qui in italiano. Lo facevo però prima! Ho semplicemente ... smesso. Mi spiace, cervello, se ti ho lasciato dimenticare molto italiano. Non era simpatico della mia parte.
Ma non è da pura pigrizia che ho smesso di insegnarmi l’italiano (lo faccio attraverso internet da solo). Infatti era visto che ho cominciato ad imparare il latino, più di un anno fa da ora, e il latino prende molto del mio tempo. Mi sono fatto un conto su Vicipaedia, la versione latina di Wikipedia, e ci sono bell’e buono assuefatto.
Per di più, tento di passare meno tempo in Internet. Ne passo definitivamente troppo e so che non è buono per me. Quando ero più giovane, passavo tanto tempo a scrivere nel mio tempo libero, ma ora la mia attenzione è divenuta cortissima e ho più bisogno di esser divertito che prima. (Quest’è qualcosa che sembra diventare un problema per la società in generale, e non voglio che l’età dell’internet mi affetti io! Sarò un superstiiiiite!)
Leggevo infatti un libro, da poco, chiamato Culture Jam, scritto da Kalle Lasn (il fondatore di Adbusters, l’azienda che ha creato, ad esempio, la Giornata del non acquisto). Parla, tra gli altri, di come non si può più socializzare nella «vera vita»: dobbiamo piuttosto farlo attraverso Facebook, ecc. Forse non pare essere gran cosa, ma in verità cambia completamente il modo in cui viviamo, e non si conoscono i risultati di questa separazione dagli umani, della natura, e così via. È vero che trovo che sono molto più felice io nella natura. Durante l’anno scolastico, visto che cammino attraverso una foresta per andare a scuola (fa in totale circa quarantacinque minute, cinque giorni da settimana, passate camminando), mi sento (stranamente—non mi piace molto la scuola) più rilassato. Più sereno. La natura mi fa questo: non ci sono più le luci brillanti ed i suoni risonanti della tecnologia, dei computer, dei telefonini. Il cervello può infine rilassare.
Guardate, ho riuscito a scrivere un testo in italiano! Non ho tutto dimenticato! Che bravo ragazzo sono io.
Ma non è da pura pigrizia che ho smesso di insegnarmi l’italiano (lo faccio attraverso internet da solo). Infatti era visto che ho cominciato ad imparare il latino, più di un anno fa da ora, e il latino prende molto del mio tempo. Mi sono fatto un conto su Vicipaedia, la versione latina di Wikipedia, e ci sono bell’e buono assuefatto.
Per di più, tento di passare meno tempo in Internet. Ne passo definitivamente troppo e so che non è buono per me. Quando ero più giovane, passavo tanto tempo a scrivere nel mio tempo libero, ma ora la mia attenzione è divenuta cortissima e ho più bisogno di esser divertito che prima. (Quest’è qualcosa che sembra diventare un problema per la società in generale, e non voglio che l’età dell’internet mi affetti io! Sarò un superstiiiiite!)
Leggevo infatti un libro, da poco, chiamato Culture Jam, scritto da Kalle Lasn (il fondatore di Adbusters, l’azienda che ha creato, ad esempio, la Giornata del non acquisto). Parla, tra gli altri, di come non si può più socializzare nella «vera vita»: dobbiamo piuttosto farlo attraverso Facebook, ecc. Forse non pare essere gran cosa, ma in verità cambia completamente il modo in cui viviamo, e non si conoscono i risultati di questa separazione dagli umani, della natura, e così via. È vero che trovo che sono molto più felice io nella natura. Durante l’anno scolastico, visto che cammino attraverso una foresta per andare a scuola (fa in totale circa quarantacinque minute, cinque giorni da settimana, passate camminando), mi sento (stranamente—non mi piace molto la scuola) più rilassato. Più sereno. La natura mi fa questo: non ci sono più le luci brillanti ed i suoni risonanti della tecnologia, dei computer, dei telefonini. Il cervello può infine rilassare.
Guardate, ho riuscito a scrivere un testo in italiano! Non ho tutto dimenticato! Che bravo ragazzo sono io.
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Non posso credere a che punto sono cattivo a sviluppare l’abitudine di scrivere qui in italiano.
Lo facevo però prima!
Ho semplicemente ...
smesso.
Mi dispiace, cervello, se ti ho lasciato dimenticare molto l'italiano.
Non è stato simpatico da parte mia.
Ma non è per pura pigrizia che ho smesso di imparare l’italiano (lo faccio attraverso internet da solo).
Infatti è perchè ho cominciato ad imparare il latino, più di un anno fa da ora, e il latino prende molto del mio tempo.
Mi sono fatto un profilo [an account?] su Vicipaedia, la versione latina di Wikipedia, e ci sono davvero assuefatto.
Per di più, tento di passare meno tempo in Internet.
Ne passo veramente troppo e so che non è bene per me.
Quando ero più giovane, passavo tanto tempo a scrivere nel mio tempo libero, ma ora la mia attenzione è divenuta cortissima e ho sempre più bisogno di esser divertito.
(Questo è qualcosa che sembra diventare un problema per la società in generale, e non voglio che l’età dell’internet mi affetti io!
Leggevo infatti un libro, da poco, chiamato Culture Jam, scritto da Kalle Lasn (il fondatore di Adbusters, l’azienda che ha creato, ad esempio, la Giornata del non acquisto).
Parla, tra gli altri, di come non si può più socializzare nella «vita vera»: dobbiamo piuttosto farlo attraverso Facebook, ecc.
Forse non pare essere una gran cosa, ma in verità cambia completamente il modo in cui viviamo, e non si conoscono i risultati di questa separazione dagli umani, della natura, e così via.
È vero che trovo che io sono molto più felice nella natura.
Durante l’anno scolastico, visto che cammino attraverso una foresta per andare a scuola (fanno in totale circa quarantacinque minuti, cinque giorni la settimana, passati camminando), mi sento (stranamente—non mi piace molto la scuola) più rilassato.
Più sereno.
La natura mi fa questo: non ci sono più le luci brillanti ed i suoni risonanti della tecnologia, dei computer, dei telefonini.
Il cervello si può infine rilassare.
Guardate, sono riuscito a scrivere un testo in italiano!
Non ho dimenticato tutto!
Che bravo ragazzo sono.
Grazie per la correzione!