La giusta distanza
Il film si svolge in un piccolo centro rurale vicino alla delta del Po. All'inizio arriva una nuova maestra, Mara. È molto differente dagli abitanti del villaggio: pratica yoga, non beve caffè ma te, ascolta rai tre mentre guida macchina – per dare alcuni esempi. Ma innanzitutto Mara è così bella che la gran parte degli uomini del paese si innamora di lei. Dall'autista di autobus che sta per sposarsi ma preferirebbe Mara se potesse al magnate locale che odia sua moglie rumena e vorrebbe andare in vacanza con la nuova maestra.
Dopo l'arrivo Mara viene alloggiata in una casa situata in un boschetto, un po' a distanza dal paese. Questo da possibilità a extracomunitario Hassan a spiarla di nascosto di notte. Anche Giovanni, un giovanotto che sogna di diventare giornalista, è molto interessato a Mara e riesce a rubare la sua parola chiave per poter seguire la sua comunicazione elettronica.
Anche se la situazione sembra disperata per Hassan, quando Mara lo scopre nel buio del bosco e gli chiede di andarsene, alla fine sceglie proprio lui. Forse perché entrambi sono estranei nel paese: lui un marocchino, lei di passaggio in attesa del spostamento in Brasile. Però - l'affare di Mara ed Hassan è breve e presto si interrompe improvvisamente quando una mattina Mara viene trovata ammazzata e buttata nel Po con un sasso legato alla gamba.
L'indagine e il processo sono molto brevi perché esiste un colpevole ideale: Hassan. Ha – apparentemente – incontrato Mara come l'ultimo e ci sono molte testimonianze che sembrano confermare la sua colpa. Lo spettatore sa invece bene che Hassan non può essere colpevole: nei film il sospetto più ovvio non è mai colpevole.
Il film non è tra i film italiani che mi piacciono di più. Il trama mi sembra a volte un pochino improbabile. Però – ci sono anche molte scene buone.
Dopo l'arrivo Mara viene alloggiata in una casa situata in un boschetto, un po' a distanza dal paese. Questo da possibilità a extracomunitario Hassan a spiarla di nascosto di notte. Anche Giovanni, un giovanotto che sogna di diventare giornalista, è molto interessato a Mara e riesce a rubare la sua parola chiave per poter seguire la sua comunicazione elettronica.
Anche se la situazione sembra disperata per Hassan, quando Mara lo scopre nel buio del bosco e gli chiede di andarsene, alla fine sceglie proprio lui. Forse perché entrambi sono estranei nel paese: lui un marocchino, lei di passaggio in attesa del spostamento in Brasile. Però - l'affare di Mara ed Hassan è breve e presto si interrompe improvvisamente quando una mattina Mara viene trovata ammazzata e buttata nel Po con un sasso legato alla gamba.
L'indagine e il processo sono molto brevi perché esiste un colpevole ideale: Hassan. Ha – apparentemente – incontrato Mara come l'ultimo e ci sono molte testimonianze che sembrano confermare la sua colpa. Lo spettatore sa invece bene che Hassan non può essere colpevole: nei film il sospetto più ovvio non è mai colpevole.
Il film non è tra i film italiani che mi piacciono di più. Il trama mi sembra a volte un pochino improbabile. Però – ci sono anche molte scene buone.
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Il film si svolge in un piccolo centro rurale vicino alla delta del Po.
È molto differente dagli abitanti del villaggio: pratica yoga, non beve caffè ma te, ascolta rai tre mentre guida la macchina – giusto per dare alcuni esempi.
Dopo l'arrivo Mara viene alloggiata in una casa situata in un boschetto, un po' a distanza distante dal paese.
Questo da possibilità all' extracomunitario Hassan a di spiarla di nascosto di notte.
Forse perché entrambi sono estranei nel paese: lui un marocchino, lei di passaggio in attesa dello spostamento in Brasile.
Però - l'affare (meglio dire: la tresca o la storia) di Mara ed Hassan è breve e presto si interrompe improvvisamente quando una mattina Mara viene trovata ammazzata e buttata nel Po con un sasso legato alla gamba.
Ha – apparentemente – incontrato Mara come l'ultimo e ci sono molte testimonianze che sembrano confermare la sua colpa.
Il La trama mi sembra a volte un pochino improbabile.